Addestramento di Marika su richiesta del marito

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Dopo parecchio tempo che non lo sentivo mi scrisse mail Gianni un vecchio amico di Genova. Mi raccontò che si era sposato da qualche anno, ma che il rapporto con la moglie non era più quello di un tempo, che avrebbe voluto introdurre delle novità nel loro rapporto, che mi scriveva conoscendo la mia esperienza di Master e chiedendomi se avessi voluto occuparmi dell’addestramento della moglie.
Mi raccontò che la moglie pubblicamente è la dirigente di una grande impresa, una donna dedita alla casa e alla famiglia, ma che la cosa la eccita anche se nutre un misto di vergogna e paura.
Decido di accettare, ho sempre adorato schiavizzare quelle che si presentano come brave ragazze o brave madri di famiglia, pervertire persone che non lo sono o non sembrano esserlo è sempre una sfida che presenta un certo interesse.
Gianni mi dice che allora le parlerà per riferirle che ho accettato di essere il suo padrone e di occuparmi del suo addestramento. Mi ricontatta qualche giorno dopo dicendomi che ha detto a sua moglie Marika che è stata ceduta a me e che non deve fargli fare brutte figure.
Il giorno dopo la moglie mi contatta dicendo che suo marito l’aveva ceduta e sarebbe stata al mio servizio. Le risposi che d’ora in poi avrebbe dovuto chiamarmi padrone , darmi solo del lei, inoltre doveva sapere che sono un padrone molto severo ed esigente e quindi ogni sua mancanza sarebbe stata severamente punita.
Le dissi come prima cosa che avrebbe dovuto consegnare le mutandine al marito che avrebbe provveduto a metterle sotto chiave in quanto non sarebbe stata più autorizzata ad indossarle, poi avrebbe dovuto depilarsi completamente la figa e una persona da me autorizzata potrà fermarla per strada quando vorrà per controllare lo stato della depilazione, per ultima cosa dovrà poi indossare il vibratore controllabile da remoto della lovsense anche sul lavoro e in qualsiasi posto in cui sarebbe dovuta andare.
Marika rispose che avrebbe consegnato tutte le mutandine al marito e che l’indomani si sarebbe depilata. Le feci notare però che una brava schiava come volevo lei diventasse, doveva ringraziare il padrone per dedicare il suo prezioso tempo al suo addestramento cosa che lei non aveva fatto.
Lei si scusò per questa grave disattenzione, ma io le dissi che non mi sarei accontentato delle semplici scuse e avrebbe dovuto essere punita prendendo una spazzola dandosi cinquanta colpi sul culo cosa che prontamente fece collegandosi in videochiamata con me per mostrarmi che lo stava effettivamente facendo.
Andò molto meno bene qualche giorno il controllo della depilazione della sua figa. Assoldai come controllore un vecchio maiale che conoscevo bene sia io che il marito, ma che lei non conosceva affatto. Questi riscontrò che non si era affatto depilata la figa.
Marika si giustificò dicendo che sarebbe dovuta andare dal ginecologo e si vergognava terribilmente a mostrare la figa completamente glabra, senza nessun pelo. Mi confessò poi si vergognava tantissimo di stare senza mutandine soprattutto quando andava in palestra, perché si notava chiaramente quando assumeva certe posizioni che sotto non indossava alcun intimo.
Questa volta pensai che la punizione doveva essere più sottile: sapevo che non aveva mai fatto un pompino con ingoio a Gianni, quindi le ordinai di farlo nella notte, inoltre avrei mosso il vibratore da remoto, mentre si trovava al lavoro.
Due giorni dopo il marito mi disse che si era vergognata tantissima ad essere stimolata durante l’orario di lavoro, infatti non era così sicura di essere riuscita a mascherare le sue sensazioni con colleghi e superiori. Il tentativo di pompino con ingoio invece si risolse in un disastro anche peggiore mi disse provò a farlo, ma andò subito dopo in bagno presa dai conati di vomito.
Pensai quindi che questa volta andasse punita dal vecchio maiale che andò a casa loro e diede su mio ordine duecento frustate sul sedere di Marika.
Decisi però che Marika andasse osservata più da vicino e decisi di arruolare una ragazza che frequentava la palestra che era solita frequentare per capire meglio il suo comportamento, la sua ubbidienza, il suo rispetto degli ordini.
Questa mi raccontò che Marika arrivava in palestra già in tenuta ginnica e se ne andava tutta sudata senza farsi la doccia perché si vergognava terribilmente a spogliarsi davanti a tutte le altre donne presenti nello spogliatoio.
Ordinai quindi subito a Marika che dall’indomani questo non sarebbe più potuto succedere, avrebbe dovuto andare in palestra in minigonna e cambiarsi li dentro.
La ragazza mi raccontò qualche giorno dopo che quello che era successo aveva un qualcosa di eccezionale. Per la prima volta Marika si presentò in palestra con una donna corta e vestita molto elegantemente cosa che sorprese un po’ tutti fino al punto che tutti gli uomini e le donne presenti avevano lo sguardo su di lei. Quando entrò nello spogliatoio si rannicchiò in un angolo, ma non riuscì a fuggire dallo sguardo delle altre donne presenti, alcune delle quali borbottavano tra di loro e non riuscivano a trattenere sorrisi beffardi, infatti si accorsero che non indossava mutandine sotto la gonna. Marika le confidò che era terrorizzata dal fatto che potesse circolare la voce che una signora come lei non indossasse le mutandine sotto la gonna, cosa che era quasi sicuramente avvenuta, infatti mi confidò che durante l’attività ginnica in palestra Marika aveva degli sguardi insistenti da parte delle donne per non parlare di quelli degli uomini.
L’episodio più interessante, però mi raccontò avvenne quando Marika andò al bar della palestra a bere una centrifuga si notarono chiaramente gli sguardi lascivi degli uomini e soprattutto le avance inopportune e volgari di qualcuno di questi, la situazione mi disse cominciava a prendere una piega decisamente pesante.
Decisi quindi che la situazione era decisamente matura per andare a Genova e mettere la nuova schiava alla prova. Mi recai a casa loro presi Marika e la accompagnai in macchina davanti a uno squallido sexy shop di periferia.
Ordinai a Marika di entrare dentro il sexy shop. Lei scese dalla macchina e velocemente si diresse verso l’entrata del negozio, ma poi tornò subito indietro quando vide una coppia avanzare verso di lei, avendo avuto il timore di essere riconosciuta.
Tornò in macchina e mi disse che non ce la faceva decisi allora di punirla portandola in un negozio di Goldenpoint gestito da una mia amica lesbica . Questa vedendomi entrare con Marika capì subito tutto al volo e cominciò a proporle delle soluzioni particolarmente sconce. L’imbarazzo sul viso di Marika si notò chiaramente tanto che disse che se il giorno dopo fossimo tornati al sexy shop avrebbe obbedito al mio ordine e che quella con la mia amica era stata una delle più grandi umiliazioni che avesse mai subito.
Il giorno seguente tornammo al sexy shop prima entrò lei e dopo qualche minuto entrai io non volevo far vedere che eravamo insieme. Una donna che entra da sola in un squallido sexy shop di periferia sarebbe stata sicuramente oggetto di attenzioni pesanti che in presenza di un compagno difficilmente sarebbero avvenute.
Avvenne proprio così il commesso la mise in imbarazzo deliberatamente, parlando ad alta voce facendo domande su cosa desiderasse, come mai era do sola, faceva poi finta di non sentire le risposte e le chiedeva di parlare più forte. Marika poi insisteva che voleva un completino intimo, ma lui insisteva su pezzi del reparto oggettistica che riteneva particolarmente adatti a lei con descrizioni dettagliate non particolarmente dettagliate.
A quel punto le ordinai di prendere il completino e di uscire come prova sarebbe potuta bastare.