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Le due cagne italiane nella villa dei ricchi sessantenniu e fine della loro libertà(la cena)

Submitted by blogbdsm on Mon, 01/22/2018 - 19:24
Manuela e Jessica nell'apprendere che tutto era stato filmato e poteva essere usato contro di loro ci guardarono con uno sguardo fisso, terrorizzato non sapendo a cosa sarebbero andate incontro da oggi in poi.
Jessica guardò negli occhi Manuela quasi volesse dirle perchè siamo state così sceme da accettare tutti quei soldi, se ce li hanno offerti qualcosa sotto doveva pur esserci oltre a doverci scopare quattro vecchi imbottiti di Viagra e Cialis.
Ordinammo allora  alle ragazze di andare a cambiarsi per la cena. Al piano di sopra avrebbero trovato i vestiti che avrebbero dovuto mettersi e poi avrebbero dovuto scendere senza fare scherzi e tentare di scappare perchè il giardino era pieno di cani da guardia e non sarebbero mai riuscite ad uscire incolumi dalla villa.
I vestiti o meglio i non vestiti che avevamo assegnato alle ragazze erano per Manuela un miniabito in tessuto elasticizzato con maniche lunghe in pizzo che metteva bene in evidenza il suo sederino, mentre per Jessica un costume in due pezzi da coniglietta rosa e con polsini in pizzo che lasciava ben poco alla fantasia.
Una volta scese in sala da pranzo le due ragazze si sedettero di fronte a noi e Jack fece subito una domanda a Manuela chiedendole cosa indossasse di intimo, perchè dato che non l'aveva trovato tra quello che doveva mettersi significava che non lo doveva indossare. Manuela cercò flebilmente di chiedere pietà, che si vergognava, ma capiva da sola che non aveva scelta e chiese se poteva andare in bagno a togliersele. Io le feci notare che non c'era bisogno di andare in bagno e che le mutandine poteva togliersele pure qua. Manuela con enorme fatica dato anche la gonna  elasticizzata che indossava la alzò, si tolse le mutandine, le gettò per terra e tornò a sedersi. Archè intervenni io e dissi che non era educato che lasciasse le mutandine per terra e le ordinai di raccoglierle e metterle sopra la tavola cosa che fece prontamente. Una volta che appoggiò le mutandine sopra il tavolo Jack le prese in mano, le annusò e affermò senti come sono bagnate, la troietta si è già eccitata. 
A questo punto iniziò la cena  e  Jack disse che non avevamo nessuna intenzione di fare loro del male e che il filmato serviva solo come stimolo a lavorare per noi e a soddisfare la nostra voglia di sottometterle. Esponemmo loro il nostro progetto,  avevamo rilevato alcuni club bdsm e dovevamo rilanciarli e ci servivano nuove schiave e schiavi per ravvivarli, che avremmo dato loro una somma cospicua per ognuno di quelli che sarebbero riuscirete a portarci , ma fino a quel momento avrebbero dovuto esibirsi loro e avremmo tenuto il video in una cassaforte per evitare che facciate le furbe. Intervenne Jessica dicendo che non serviva mica il ricatto,  è impossibile rifiutare una proposta del genere che ci farà diventare ricche e piene di soldi, Jack disse allora da domani comincerete a lavorare, questa sera invece ci divertiremo di Jessica si occuperà il mio amico visto che lui ama le grosse mammelle, mentre di Manuela mi occuperò io che amo punire i bei sederini.
Jack ordinò a Manuela di spogliarsi togliendosi quindi il vestito, perché come prima cosa sarebbe stata punita per essere arrivata a cena con le mutandine ancora addosso, contravvenendo all'ordine di vestirsi solo con gli indumenti che le erano state riservati. Una volta che Manuela si spogliò venne fatta appoggiare al muro e colpita per quattrocento volte con il retro di una spazzola di bambù. Il culetto di Manuela era ormai diventato rosso e il bruciore le impediva di sedersi.
Nel Frattempo io feci alzare Jessica e le pizzicai i capezzoli con le unghie attraverso il minuscolo costume da coniglietta che indossava. Jessica dopo poco tempo si mise ad urlare dal dolore, ma le feci notare che non era finita.  Tagliai i due pezzi del costume fino a spogliarla completamente e dissi ridendo che come diceva il mio amico a me piaceva più il lato a.
Presi due mollette da bucato e le pinzai sui capezzoli, Jessica cominciò a urlare dal dolore come un ossessa ,si vedeva chiaramente che era la prima volta che le venivano torturate le mammelle dato questo tipo di reazione, ma la cosa non mi fece particolarmente pietà e pinzai altre quattro mollette sulle sue tette. I capezzoli avevano preso ad eccitarsi incredibilmente fino a diventare duri come il marmo e  dopo un po' Jessica smise di urlare dal dolore, decisi allora di metterle il cazzo in mezzo alle tette fino a venire su di essere sbrodolandole tutte. Nel frattempo entrò Susan la moglie di Jack  figlia di un nobile gallese che aveva conosciuto all'università che era bisex dominante nei confronti delle donne e sottomessa nei confronti degli uomini. Chiese al marito se poteva approfittarsi anche lei della cagnetta che in quel momento era impegnata a succhiarli il cazzo. Jack disse di si e Susan si rivolse a Manuela dicendo guai a te se ti perdi anche solo una goccia del seme di mio marito e Manuela terrorizzata dal fatto di avere già il sedere che le bruciava mise il massimo impegno per farlo godere e poi per ingoiare tutto il suo seme.
Susan allora prese Manuela dicendo che prima l'avrebbe portata a fare una doccia e poi si sarebbe occupata di lei.