la modella schiava 9: Elizabeth recluta una sorellina

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Arrivarono in albergo con un ora di ritardo per il traffico quindi a causa della stanchezza andarono tutti a dormire. Le prove della sfilata erano alle nove all’interno di un negozio vuoto.
A pranzo si recarono a mangiare in un fast food, Elizabeth si sedette da sola perché al tavolo della sua padrona non c’era posto, in quanto occupato da altre tre donne d’affari. Mentre mangiava, una ragazza della sua età le chiese se poteva sedersi al suo tavolo. Elizabeth diede il suo consenso, anche se c’erano molti tavoli vuoti.
“Grazie, non volevo disturbarti, ma ti avevo vista attraverso la finestra durante le prove, è eccitante far parte del dorato mondo della moda?”
“Non mi stai dando fastidio, si è eccitante, sei anche tu interessata a fare la modella?”
“E chi non lo è, ma non ho il corpo giusto per farlo, occorre essere alte e snelle.”Elizabeth l’aveva notata al bancone notando che aveva un corpo simile al suo. Alisa così si chiamava aveva delle mammelle molto più grosse delle sue sembravano quelle di una mucca da latte, il suo viso era molto carino, a forma di cuore con zigomi larghi. I suoi occhi erano grandi e rotondi, le sue labbra piene davano l’impressione fosse una rozza contadina.
“Non è sempre detto che bisogna essere così, io spero di fare di riuscire lo stesso a fare una brillante carriera.”
“Sei bellissima, ti ho visto in bikini sei fantastica wow!”
“Grazie, lo sei anche tu. Credo tu possa avere le mie stesse possibilità”
“Lo credi davvero? Sai come mi chiamano a scuola? Alisa la mucca. Ti sto dando fastidio?”
“No, anzi tu sei molto gentile tra l’altro mi piace avere qualcuno della mia età con cui parlare. Starò qui per tre giorni, forse riusciremmo ancora a vederci giro, mi chiamo Elizabeth.”
“ Mi piacerebbe tanto rivederti.”
“Prima però devo chiedere al mio capo se è possibile.”
Guardò Jane che si stava appena alzando, mentre le altre donne se ne stavano andando. La salutò con la mano e Jane si avvicinò. Alisa rimase a bocca aperta non appena la donna si avvicinò.
“Jane, questa è Alisa abbiamo appena parlato di noi ragazze.”
Jane si sedette accanto ad Alisa e disse ”Ciao, come stai?”
“Bene signora, grazie.” disse timidamente, intanto le sue guance erano diventate rosse dall’emozione.
“Alisa vorrebbe mostrarmi il suo appartamento posso andare?” disse rivolgendosi a Jane
“Certo, perché no, non ho bisogno di te devo fare diversi incontri di lavoro, l’hotel è solo a qualche isolato, forse dovresti cambiarti dai scandalo vestita così, voglio però parlarti un attimo prima di andarmene.”
Jane si appartò con Elizabeth, e sorridendo le disse “potresti aver trovato una sorellina, non hai notato come fissava il tuo corpo e anche il mio?”
Elizabeth scosse la testa, non aveva notato nulla.
“Come pensi abbia capito la tua vera natura?” disse Jane rivolgendosi ad Elizabeth “Diciamo che ho un sesto senso nel capire la natura intima delle persone.”
“Vai nella tua stanza con lei e lascia che ti guardi mentre ti cambi, poi passa il pomeriggio con lei parlando e camminando molto, invitala a cena con noi e riportala in Hotel vi aspetterò alle 17.”
Elizabeth quindi andò con Alisa in hotel, era molto eccitata e voleva soddisfare la sua padrona riuscendo a reclutare una sorella.
Quando arrivarono nella stanza, Elizabeth le disse che poteva mettersi a suo agio. Si sedette sul bordo del letto guardando Elizabeth spogliarsi, la quale le chiese di darle una mano con la cerniera dietro la schiena, cosa che fece rapidamente. Elizabeth raccolse quindi la minigonna molto stretta e la mise sopra il letto.
Notò che Alisa respirava profondamente e cercava di non guardarla. Prese una gruccia e mise la minigonna nell’armadio. Elizabeth mise una mano dietro la schiena per togliersi il reggiseno.
“Aiutami, è un po rigido oggi.”
La ragazza fece come richiesto, poi Elizabeth si girò mostrandole le sue mammelle nude in tutto il loro splendore.
Alisa girò la testa e andò a sedersi sul letto. Elizabeth quindi si avvicinò al letto e slacciò la giarrettiera.
“Mi dispiace, sei imbarazzata, ”avrei dovuto spogliarmi in bagno, ma come modella sono abituata a spogliarmi davanti a tutti e non ci ho fatto caso.
“No, Elizabeth è che guardando il tuo corpo avverto delle strane sensazioni sul mio.”
“Cosa vuoi dire?”
“Immagino che ci sia qualcosa di sbagliato in me, la gente dice che c’è qualcosa di sbagliato a provare queste sensazioni per persone del tuo stesso sesso.”
“Vuoi dire che non ti piacciono i ragazzi?”
“Non è questo mi piacciono anche i ragazzi, ma con alcune ragazze ho questa sensazione.”
C’era una lacrima che le scorreva lungo la guancia. Elizabeth la baciò in fronte, le mise le dita sotto il mento, sollevandole la testa.
“Guardami negli occhi,” aprì i suoi grandi occhi blu, mentre Elizabeth la baciava con zelo sulle labbra.
“Non sei malata Alisa, quello che senti con alcune donne è perfettamente normale, capita spesso anche a me.”
Elizabeth avrebbe voluto scopare li su quel letto da quanto era eccitata, ma si controllò pensando alla sua padrona.
“Aiutami a vestirmi, faremmo una bella passeggiata e chiacchiereremo.”
Camminarono tutto il pomeriggio, parlando di molte cose e godendosi la reciproca compagnia. Elizabeth le disse che era stata invitata a cenare con loro la sera.
Alisa disse di si, ma poi fece una domanda “Elizabeth, scopi col tuo capo?”
“Si, Alisa sono la sua schiava del sesso.”
“Sei così fortunata una donna così bella e così forte.”
“Ti piacerebbe fare sesso con lei?”
“Sicuramente non mi vuole, visto che fa sesso con una bella ragazza come te.”
“Non sono la sua unica schiava del sesso, sai….”
“Davvero, sei una solo di loro? Wow! Pensi che potrei esserlo?”
“Perchè non torniamo nella mia stanza d’albergo e vediamo cosa succede.”
Quando arrivarono li, Elizabeth le disse che avrebbero dovuto fare la doccia. Si spogliarono l’un l’altra e si misero sotto la doccia dove Elizabeth lavò il corpo di Alisa. Le consegnò il sapone spiegando che le schiave del sesso si lavano sempre. Dopo essersi asciugate a vicenda, Elizabeth le mise un braccio intorno alla vita baciandola delicatamente.
Quando tornarono dal bagno videro Jane nella stanza che stava lavorando sulla scrivania e Alisa si bloccò. Jane girò la testa salutando le due ragazze nude.
“Be sembra che voi due andiate d’accordo, che bel corpo che hai ti chiami Alisa?”
Elizabeth si mise dietro di lei e la avvicinò a a Jane.
“Alisa vorrebbe chiederti una cosa padrona.”
“Elizabeth mi ha detto che è la tua schiava del sesso e io…. Voglio sapere se mi considereresti ?”
“Beh ragazza mia, sei certamente bella e desiderabile, ma essere una mia schiava del sesso è un impegno molto grande significa che ti dovresti dedicare a me per sempre”
“Oh signora, ho sognato da anni di sottomettermi a una persona come lei.”
“Dovresti fare sesso con me ogni volta che te lo chiedo, e non solo con me con qualsiasi persona con cui ti ordinerò di farlo, uomo o donna a prescindere dall’aspetto, dalla razza e dall’età.”
“Lo farò con chiunque glielo giuro.”
Elizabeth ascoltò Alisa stupita di quanto velocemente si stava sottomettendo alla sua padrona, ma poi si ricordò della sua improvvisa conversione.
“Inoltre” continuò Jane “non potrai sposarti, se non deciderò io che lo potrai fare. Se e quando questo dovette succedere lo farai con qualcuno che ho scelto per te. Potresti anche non conoscere chi stai sposando, dopo il matrimonio tu e tuo marito continuerete ad essere schiavi del sesso e non potrete consumare il matrimonio senza il mio permesso.”
“Accetto tutto, per favore mi provi signora mi dedicherò completamente alla sua volontà.”
“Molto bene, Alisa ti darò tre giorni per metterti alla prova.”
“Ok, signora farò qualunque cosa mi sarà ordinato.”
“Bene, prendete posizioni ragazze, Jane frustò sul sedere venti volte Elizabeth e cinque Alisa.”
Elizabeth baciò poi la padrona appassionatamente per ringraziarla delle frustate, Alisa è stata baciata per la prima volta dalla padrona e questa baciò per la prima volta in modo appassionato, ma goffo la sua nuova padrona.
Jane strinse le tette di Alisa. “Spogliami schiava, voglio che tu mi lavi, prima di sottomettere il tuo corpo a uno capriccio sessuale che mi verrà in mente.”
Elizabeth aiutò la sua nuova sorellina a spogliarsi e attese fuori dalla doccia mentre questa lavava la sua padrona.
Rientrate nella stanza Elizabeth mostrò ad Alisa come doveva sfilare per la sua padrona e avvicinarsi a lei. Alisa tremava dall’eccitazione, mentre il suo corpo veniva ispezionato e accarezzato dalla sua padrona. Jane iniziò a toccarle la figa e la ragazza ebbe un immediato e violento orgasmo, così intenso che i succhi le scorrevano lungo la cosce.
“Mi dispiace, padrona ho già goduto.”disse Alisa tentando di scusarsi
“Non ti ho detto nulla, quindi era permesso.”
Jane mise la mano impregnata degli umori di Alisa nella sua bocca ordinandole di pulirle le dita cosa che fece prontamente. Jane poi le frustò di nuovo il sedere per cinque volte per non aver leccato le dita nel modo appassionato che voleva la sua padrona.
Sedendosi sul letto, Jane ordinò ad Alisa di sedersi sopra di lei, ordinando ad Elizabeth di leccare la figa intrisa di succhi della sua nuova sorellina, mentre lei le pizzicava i capezzoli con le unghie.
Elizabeth leccò avidamente le cosce bianche e la figa della sua nuova sorellina, poi Jane la fece girare e Elizabeth violò con la sua lingua per la prima volta il buco del culo di Alisa.
“Sono così felice, non mi sono mai sentita così bene, questo è il giorno più bello della mia vira.”
Jane si posizionò al centro del letto e fece segno ad Alisa di raggiungerla e le ordinò di leccare la sua figa. Elizabeth si sedette su una sedia, mentre osservava la sua sorellina che dava piacere alla sua padrona per la prima volta. Alisa ebbe due orgasmi prima che la sua lingua inesperta riuscisse a far godere la sua padrona.
Jane guardò Elizabeth seduta sulla sedia visibilmente eccitata.
“Vieni qui Elizabeth.”
“Alisa mettiti in ginocchio e mangia la figa della tua sorella.” Strisciò avidamente tra le cosce nere di Elizabeth e iniziò a leccare la sua dolce figa bagnata. Elizabeth non mise molto a raggiungere l’orgasmo.
Dopo essersi rilassate per un po’ di tempo, una nelle braccia dell’altra si lavarono reciprocamente l’un l’altra. Elizabeth quindi vestì la sua padrona con l’aiuto di Alisa. Elizabeth iniziò poi a vestire Alisa, quando la padrona la fermò “Collant!i collant gli devi mettere.”
“Si padrona, ma Alisa non gli ha con sé.”
“Avete più o meno le stesse misure dalle qualcuno dei tuoi.”
Elizabeth prese delle giarrettiere e delle calze e le fece indossare ad Alisa. La padrona poi ordinò ad Alisa di stare per i prossimi tre giorni senza mutandine.
“Potrei restare anche io senza mutandine, padrona.” disse Elizabeth
“Ok, ma solo per stanotte.”
“Cara padrona e Elizabeth, oggi sono la ragazza più felice del mondo.”Respirò profondamente e disse ad Elizabeth ”Sono felicissima di essere tua sorella.”
Jane vide un rapporto affettuoso tra le due, aggiungendo Aiko ne sarebbe potuto venire fuori il triangolo perfetto.
“Ok, ragazze datevi un bacio e andiamo a cena.”
Si baciarono e si abbracciarono teneramente, si tenevano per mano e seguivano la padrona.
“Non dovete tenervi per mano in pubblico non sta bene, ne riparleremo quando torneremo da cena.”
Quando arrivarono al ristorante, Jane scese un tavolo con quattro sedie in modo che le ragazze fossero obbligate a stare una di fronte all’altra.
Tornate in Hotel, ordinò loro di spogliarsi a vicenda e poi di farlo con lei.
“Ora schiave faremo un piccolo esercizio di obbedienza, starete una di fronte all’altra a una distanza di due metri, non dovrete parlare, né muovere un dito fino a quando ve lo dirò.”
Jane si mise a lavorare alla scrivania, dando di tanto in tanto un occhio. Dopo una decina di minuti le ragazze iniziarono a respirare affannosamente.
“Ora voglio che ciascuna di voi si avvicini all’altra e punti i suoi capezzoli su quelli della sorella, fino a quando questi si toccheranno a malapena e resterete in questa posizione fino a quando ve lo dirò.”
Entrambe ansimarono quando i capezzoli si incontrarono.
“Ora ruotate i capezzoli su quelli della sorella fino a quando ve lo dirò.” Ancora una volta le lasciò li per una decina di minuti circa. Il loro ritmo respiratorio cominciava ad aumentare in modo sensibile ed entrambe iniziarono a emettere dei piccoli pianti quasi a ogni respiro.
Alisa piangeva, le lacrime le rigavano gli occhi, Elizabeth ansimava, il suo corpo tremava interrotto da improvvisi spasmi.
“Ok, ragazze tenete le mani sulle tette e avvicinatevi verso di me.”
“Allargate le cosce!” sentì la loro figa e le loro cosce
“Proprio come pensavo, avete avuto entrambe un orgasmo senza il mio permesso, mettetevi in posizione per essere punite.”
“Piegatevi di più e allargate le cosce!”
Jane cominciava ad eccitarsi nel vedere le due fighe che si aprivano, mentre piegavano le gambe. Si prese il tempo per sondare e accarezzare e poi mise un dito in ogni buco. Le ragazze gemettero, mentre lavorava con le dita fuori e dentro dagli orifizi stretti, mise poi le dita nelle loro fighe lasciando che godessero quasi subito.
Le lasciò salire sul letto a succhiarsi a vicenda e pulirsi un po’, cosa che fecero di gusto. Dopo un minuto le fermò per impedire che avessero l’ennesimo orgasmo. Adesso è il tempo del massaggio, Elizabeth ti insegnerà come fare Alisa.
Elizabeth mostrò ad Alisa quello che Aiko le aveva insegnato e per un ora si dedicarono al corpo della loro padrona, portandola lentamente all’orgasmo.
Jane si rilassò un po’ con le ragazze in braccio, baciandone una e poi l’altra.
“Alisa avevi mai fatto sesso prima d’ora?”disse Jane
“Avevo un amica che aveva due anni più di me, allora avevo sedici anni. Mi accarezzava le tette e mi baciava quando i suoi genitori erano fuori. Un giorno mi tirò giù le mutandine e mi disse che la sua figa era diversa dalla mia perché avevo ancora l’imene, lei lo aveva perduto facendo sesso con sua cugina qualche mese prima. La sua famiglia si trasferì quindi non facemmo più nulla e ricominciai a masturbarmi.”
“Voglio che ti masturbi Alisa.”
“Posso succhiarmi le tette padrona, lo faccio sempre quando mi masturbo’”
“si, puoi voglio vedere esattamente in che modo ti masturbi”
Sollevò una delle sue grandi tette e la succhiò, tenendo gli occhi sulle fighe di Jane ed Elizabeth davanti a sé. Il suo bacino iniziava a muoversi, mentre il dito penetrava sulla sua figa, la sua mano ruotava e massaggiava tutto il suo organo sessuale. Non passò molto tempo che iniziasse a emettere piccole grida, mentre l’orgasmo cominciava ad arrivare fino a quando questo arrivò ed urlò come un ossessa.
Dopo di ciò le ragazze di addormentarono abbracciate l’una all’altra sullo stesso letto