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Gioia nell'abisso della sottomissione 4

Submitted by blogbdsm on Wed, 09/02/2015 - 09:29

l'indomani mattina feci arrivare a casa di Gioia Mustafà un immigrato senegalese che utilizzavo per curare i rapporti con le mi schiave, quando non ritenevo opportuno farlo in prima persona. Per questi servizi Mustafà non era pagato un granchè e lo faceva come secondo lavoro per arrotondare in compenso gli concedevo di praticare la sottomissione delle schiave di cui si occupava per me.
Una volta arrivato a casa di Gioia Mustafà disse che il suo padrone le aveva ordinato di seguire lui per la giornata di oggi e che deve obbedire a lui come avrebbe fatto col suo padrone. Gioia rispose che era a conoscenza della cosa e che era disponibile a obbedire a tutto quello che le fosse stato rordinato. Mustafà allora le disse che prima di uscire doveva controllare se avesse lavato la passerina come piaceva al suo padrone, Gioia sconsolata rispose che poteva pure controllare. Mustafà alzò la gonna tastando bene la passerina fino a che questa diventò un lago e dopo qualche minuto le disse io avere controllato, adesso noi potere uscire tu essere solita troia italiana padrone avere scelto bene. Gioia sorrise sconsolata dall'umiliazione di quelle frasi di Mustafà che sapevano anche un po' di razzista, ma forse era proprio quello che cercava il suo padrone.
Adesso disse Mustafà andremmo da amica lesbica di padrone per rinnovarti il guardaroba. Dopo circa un quarto d'ora a piedi arrivarono alla loro destinazione il negozio di Marika. Marika è una mia amica lesbica, dominatrice che ha un sexy shop molto ben fornito . Mustafà una volta entrati nel negozio si presentò dicendo questa essere nuova cagna di chi tu sai bene, lei avere bisogno di vestire all'altezza di suo nuovo ruolo. Certo disse Marika facendo segno a Gioia di seguirla. Per prima cosa dovrai pagare la merce che prenderai e come concordato con il tuo padrone il pagamento consiste nel fatto di permettermi di torturati le mammelle cosa che adoro e soprattutto mi piace vedere la faccia sofferente delle schiave che lo subiscono. Marika attaccò alle mammelle di Gioia un attaccapanni di quelli che si usano per attaccare le gonne e poi fotografò il viso sofferente di dolore di Gioia con un ghigno di soddisfazione. Adesso ti dò quello che il tuo padrone ha scelto tu dovrai indossare da oggi in poi.
Marika le disse allora si tratta di miniabiti, costumi sexy, costumi per andare al mare. I miniabiti sono : un sexy abito trasparente bianco che lascia ben poco alla fantasia che lascia in mostra le mammelle e il perizoma o la passerina; un miniabito trasparente del tipo vedo e non vedo con motivo a roselline e ampio decoltè; abito sexy con cavallo stile body ampia scollatura dietro la schiena che la lascia completamente scoperta, sul davanti la scollatura parte dal collo e arriva fino all'ombelico e infine body di varia forma e tipo. Costumi sexy si tratta di un costume da cameriera con grembiulino, perizoma e collarino un costume ideale per le faccende domestiche commentò marika, un costume sexy da gattina;un costume sexy leopardato. Le gonne sono minishort in pvc, e varie mini in lattice nera. Per quanto riguarda i costumi da bagno cinque microbikini di diverso colore.
A questo punto Marika chiamò Mustafà dicendo che avevano finito e questi disse tu cambiare subito tu mettere abito trasparente che noi dovere fare giro in città. Gioia a questo puntò protestò dicendo che si vergognava a girare in quella maniera. Mustafà allora le dice che dovrà essere punita che lei dovere seguire suoi ordini che sono come ordini di suo padrone. Gioia allora rivolse lo sguardo verso Marika cercando di avere un minimo di solidarietà femminile cosa che però non ci fu, anzi Marika fece notare a Mustafà che una schiava che si comportava in quella maniera doveva essere punita e che lei era disponibile a collaborare. Marika e Mustafà portarano allora Gioia nel retrobottega e diedero cinquanta colpi con una stecca di bambù al sederino di Gioia che ormai era pieno di striature rosse e non era più in grado neanche di sedersi. Mustafà le disse allora tu adesso che avuto lezione tu indossare abito trasparente senza perizoma e noi fare un giro di un oretta per la città.
Mustafà e Gioia uscirono dal negozio: la vergogna per gioia era enorme quel miniabito trasparente lasciava intravedere qualsiasi cosa, chiunque la vedeva per strada vedeva le sue mammelle e la sua passerina depilata per non parlare di quelli che si soffermavano ad ammirarle il sederino che vedevano le striature rosse frutto della punizione che aveva subito . Molti si vedeva chiaramente dicevano con l'espressione del viso guarda come è cagna, come è troia questa qui, ma molti altri lo dicevano chiaramente ad alta voce.
Trascorsa un ora di questa umiliazione Mustafà le disse che l'avrebbe riportata a casa dove l'avrebbe ricompensato della giornata di lavoro che aveva fatto nell'accompagnarla e per il tempo che aveva perduto nella sua sottomissione.. Gioia pensò che a quell'ora il suo fidanzato sarebbe stato sicuramente a casa sua e avrebbe dovuto subire l'umiliazione di vederla scopare con un rozzo immigrato senegalese.

quinto capitolo