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Gioia nell'abisso della sottomissione 5

Submitted by blogbdsm on Wed, 09/02/2015 - 09:32

Trascorsa l'ora di umiliazione pubblica in cui Mustafà aveva portato in giro per la città Gioia in quel modo indecente, la riaccompagnò a casa dove come anticipato in precedenza avrebbe dovuto ripagarlo per essersi prestato ad accompagnarla in quella mattinata di compere.
Una volta arrivati a casa di Gioia videro il suo fidanzato Federico che era già a casa vedendo i nuovi abiti(o non abiti in base ai punti di vista) immaginò cosa dovesse essere successo quella mattina. Mustafà comunque si presentò dicendo che era un incaricato di quello che ormai era anche il suo padrone e che era lì per ottenere la ricompensa per aver accompagnato la fidanzata durante quella mattinata.
Mustafà ordinò quindi a Federico di spogliarsi e di indossare una una cb3000 una cintura di castità per uomo. La cb3000 è un arnese diabolico che sostanzialmente impedisce l'erezione in quanto quanto quando il cazzo spinge tra le pareti eccitandosi, il dolore che ciò provoca lo fa ritornare moscio distruggendo l'erezione.
Una volta che Federico indossò la cintura di castità Mustafà ordinò a Gioia di leccare i coglioni di Federico in modo da eccitarlo, da far spingere il cazzo contro le pareti della cb3000 nel tentativo di avere un erezione, un erezione che però viene frustata dal dolore che ha l'uccello intrappolato nel diabolico meccanismo. Per Federico è una tortura tremenda e si vede chiaramente dalla frustazione che c'è nei suoi occhi. Dopo qualche minuto Mustafà fa smettere a Gioia questo supplizio a cui aveva assistito compiaciuto e ordina a Gioia di spogliarsi. Per prima cosa le ordina di voltarsi e farsi guardare nuda da quell'essere insignificante che lei chiama fidanzato e per riaffermare il concetto le pizzica i capezzoli con le unghie dandole del sensibile dolore e disse:” tua fidanzata essere grande vaccona guarda come essere eccitata, avere cappezzoli tutti dritti”, poi in modo volgare mise due dita dentro la passerina che ormai era fradicia e disse:”tua ragazza essere proprio troia, eccitare a essere trattata male come vacca”. Per umiliarli ancora di più Mustafà ordinò a Gioia di ripetere l'operazione lei, di mettere due dita nella passerina fradicia e poi di far leccare il dito pieno dei suoi umori al suo fidanzato. Gioia chinando il capo e sapendo di non avendo scelta compie l'operazione , anche se la vergogna nei suoi occhi si vedeva chiaramente così come l'umiliazione negli occhi di Federico. Mustafà allora le disse:” io avere visto che tu non avere apprezzato grande concessione che io avere fatto te fare assaggiare tuoi umori a quella nullità umana di uomo che tu avere davanti e per questo io punirò te”. Gioia chinò il capo e disse:” si signore”. Mustafà andò allora in giardino a prendere quelle canne di bambù che si usano per tenere su i pomodori e tornò dopo qualche minuto. Allora disse a Gioia:”tu mettere su letto a pancia in giù che io dovere punire te.”, Gioia allora gli rispose:” la prego non mi faccia male”. Le cose però non andarono così Mustafà colpì con quella canna di legno rigido il sedere di Gioia recandole quasi subito delle striature rosse e con sadismo incredibile prese a colpire Gioia proprio in quei punti facendole vedere le pene dell'inferno.
Finito il trattamento Mustafà disse:” tu avere visto chi essere Mustafà, tu non avere più diritto con me di comportati così male ci siamo capiti?”, allora Gioia disse:”si, mio signore non capiterà mai più.
Adesso Mustafà disse:”tu sporca sgualdrina dovere ricompensare Mustafà per avere perso una smattina con te”, allora Gioia disse:” si mio signore:” Mustafà allora prese Gioia la girò in modo che la faccia fosse rivolta verso il fidanzato in modo che potesse vedere come godeva con lui e le mise il suo cazzo che sarebbe meglio definire proboscide nel sedere senza nessuna lubrificazione, senza nessuna sostanza che affievolisse il dolore, in sostanza quasi a secco se non fosse per l'eccitazione precedente. Dopo qualche minutò Mustafà venne depositando tutta la sborra calda nel suo sedere e le disse:” per oggi può bastare Mustafà avere svuotato sue palle su sedere di troia ed essere contento e adesso potere andare via:”.
Gioia fu sollevata dal fatto che Mustafà se ne era andato, ma allo stesso tempo non voleva tirarsi indietro perchè quella situazione la eccitava terribilmente.

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