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Greta il mio nuovo giocattolo secondo capitolo

Submitted by blogbdsm on Mon, 09/21/2015 - 13:23

Per Greta la prima notte di castità forzata fu una prova veramente dura, infatti era abituata a masturbarsi più volte durante il giorno per dare sfogo a quegli istinti da cagna che aveva e non poterlo più fare più era molto duro, la passerina infatti reclamava in ogni momento di essere soddisfatta, una soddisfazione che non le poteva dare in quanto sapeva che se avesse ceduto sarebbe stata punita severamente anche se non sapeva come. In più la sua natura masochistica la portava ad eccitarsi ulteriormente il che peggiorava di molto la situazione. Per resistere fu costretta a fare diverse docce gelate durante la notte in seguito alle quali riuscì a prendere sonno.

Il mattino si masturbò senza venire come le avevo ordinato e poi come ogni giorno fece la corsa mattutina prima di andare al lavoro, questa volta non mettendo nulla sotto pantaloncini corti. L'aria che passava e raggiungeva la passerina non contribuì però ad alleviare la situazione e dare respiro all'eccitazione permanente che le pervadeva tutto il corpo.

Greta uscì per andare al lavoro questa volta però si mise un abito più scuro, in modo che non si vedesse in modo plateale che non indossava più il reggiseno e tutti le dessero della troia e della cagna non appena la vedessero ecome era successo il giorno prima dove la maglietta bianca lasciava poco alla fantasia(era come fosse nuda) e per di più muovendosi per lavorare le tette ballavano in modo incredibile provocandole una vergogna indescrivibile.

Il pomeriggio Greta doveva andare dal dottore e mi scrisse se potevo darla una deroga ed indossare le mutandine in quanto si vergognava a farsi vedere in quello stato e farsi dare della troia visto che appena si fosse spogliata non indossando intimo ed essendo eccitata per la castità forzata il dottore l'avrebbe trovata bagnata come una cagna ovviamente le risposi che la deroga non le sarebbe stata concessa.

L'esperienza dal dottore fu per Greta traumatica non appena entrò dal dottore questi la fece spogliare per visitarla e quando la vide senza mutandine fece un mezzo sorrisetto facendole capire che la considerava una troia. Il dottore era un uomo sulla sessantina d'anni brizzolato, abbastanza alto e con una pancia abbastanza pronunciata. La visita che le fece fu molto diversa dalle solite: la fece accomodare sul lettino e le passò lo stetoscopio su tutto il corpo e fin qui per Greta non ci fu nulla di strano, piano piano si accorse però che questi si stava prendendo qualche libertà in più che di solito non si prendeva, ma sapeva di non potere reagire in quanto presentandosi alla visita in quello stato era stato lei in un certo senso ad autorizzarlo a prendersi queste libertà cosa che non ci mise molto a fare. Finito di usare il periscopio prese a battere su tutto il corpo soffermandosi in modo particolare sulle grosse mammelle i cui capezzoli anche per via dell'astinenza si indurirono in poco tempo e poi piano piano scese lungo tutto il corpo fermandosi in modo particolare sulla passerina bagnata di Greta, la quale sperò a un certo punto che la toccasse abbastanza da farla godere in questo modo avrebbe potuto violare la castità forzata senza essere punita dal suo padrone. Le cose però non andarono così e proprio pochi secondi prima di avere un orgasmo violento il dottore smise le sue manipolazioni e le disse che stava bene di salute e la congedò.

Non appena tornata a casa Greta si fece una doccia gelata che durò diverso tempo, infatti ormai era di fuoco dentro e la sua resistenza fu messa a dura prova.

Decise allora di fare una passeggiata per distrarsi, ma le cose non andarono affatto così: il fatto di essere senza reggiseno non lasciava indifferente il pubblico maschile di ogni età che in ogni momento guardava in modo allupato le mammelle, quindi a Greta non restò che tornare a casa fare la masturbazione senza orgasmo che le era stata ordinata, fare una doccia gelata che le permetesse di prendere sonno e coricarsi.

prologo