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Il lento scivolare di una coppia verso l’abisso della sottomissione (8 cap racconto bdsm)

Submitted by blogbdsm on Tue, 09/01/2015 - 11:27

Ivana e Marco finita l’asta vennero consegnati da Giuseppe (insieme alle chiavi della gabbietta dove era chiuso il pisello di Marco)a quelli che sarebbero stati i loro nuovi padroni per mese, si trattava di due tedeschi con tendenze dominanti Claudia e Peter che vivevano nell’antico castello di famiglia di lui che proveniva da un antica famiglia elettrice tedesca.
Arrivati in Baviera vennero chiusi nelle segrete del castello insieme ad altre persone che erano diventate schiave della coppia e si resero conto che il percorso di queste assomigliava tremendamente al loro, infatti si erano tutte trovate in questa condizione chi per i debiti di gioco, chi per essere stato vittima di interessi usurai.
Il mattino seguente furono portati nel Dungeon del castello e fecero la loro apparizione i loro due nuovi sadici padroni.
Claudia rimproverò subito di aver parlato con gli altri schiavi senza aver ottenuto da loro l’autorizzazione e di non provare a negare perchè erano stati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso, la padrona di casa fece poi notare che doveva essere punita per questo affronto.
Ivana venne legata mani e piedi da Claudia e poi si avvicinò Peter con una frusta di cuoio che terrorizzò Ivana e le dice che adesso dovrá essere frustata, che dovrá tenere lei il conto fino a cinquanta dicendo anche grazie padrone a ogni colpo. Le frustate erano molto forti e precise e il sederino di Ivana cominciava a essere sempre più rosso e sempre più dolorante, tanto che arrivati alle quaranta frustate dopo aver contato e ringraziato, il padrone disse ahia!.
Peter fece un faccia molto contrariata e disse che nessuno le aveva dato il permesso di lamentarsi e che per farle ricordare che non poteva aprire la bocca per dire quello che non le era permesso di dire riprese le frustate da zero, arrivati verso le cinquanta la voce di Ivana si faceva sempre più flebile, ma non osava abbassare più di tanto la voce per paura che Peter non trovasse la cosa di suo gradimento e riiniziasse le frustate da zero.
Arrivati a cinquanta se non fosse stata legata probabilmente Ivana sarebbe crollata: aveva il sedere tutto rosso e le faceva molto male.
Claudia passò quindi ad occuparsi di Marco, prese le chiavi della cintura di castitá e liberò il suo cazzo e gli mise subito del ghiaccio per impedire che avesse un erezione e che potesse venire con pochi tocchi. Cominciò a masturbarlo fermandosi qualche attimo prima che venisse, si vedeva proprio quel movimento che fa il cazzo poco prima di venire che peró veniva sempre frustato da Claudia che dopo un oretta riprese il ghiaccio e lo mise sul cazzo di Marco per bloccarne i bollenti spiriti e poi lo rimise sghignazzando nella cintura di castitá.
A questo punto ordinò a Ivana di accarezzare il marito, massaggiarli tutto il corpo e leccare la cintura di castitá al livello del punto dove ha il buchetto che consente al cazzo di fare pipì. Per Marco si trattava di una prova psicologica sempre più dura da affrontare, aveva le palle sempre più piene, inoltre veniva provocato sempre di più senza avere la possibilitá di dare sfogo al suo cazzo gli sembrava di impazzire.
Vennero a questo riaccompagnati alle segrete e i due coniugi furono anche divisi, in quanto anche a Ivana era stata imposta la castitá forzata e doveva essere sorvegliata giorno e notte in quanto alle donne non veniva applicata la cintura di castitá per motivi igienici.