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il lento scivolare verso la sottomissione di una coppia (VI cap. racconto bdsm))

Submitted by blogbdsm on Tue, 09/01/2015 - 11:19

il lento scivolare verso la sottomissione di una coppia (VI cap. racconto bdsm))

L’uomo che incontrai fuori dal ristorante si chiamava Giuseppe e gestiva come hobby diciamo così una serie di club bdsm, che però non erano normali club a sfondo BDSM, erano all’apparenza dei locali normali: alcuni discoteche, altri pub con un retrobottega nascosto che prevedeva oltre a club dediti al BDSM casinò e gioco d’azzardo il cui scopo era mettere sul lastrico belle fanciulle, belle coppie, bei ragazzi per poi ricattarli e farli diventare schiavi di elementi influenti dell’alta società.
Mi propose di entrare in società, ma come biglietto di ingresso avrei dovuto rovinare quelli che lui aveva capito subito erano due schiavi, dissi che questo non era un problema e ci accordammo per un giorno in cui giocare a poker in uno dei suoi club, ovviamente la partita sarebbe stata truccata e Marco e Ivana avrebbero potuto solo perdere, tra le altre cose sapevo che Marco era un appassionato dei casinò e spesso aveva perso somme importanti anche se non ingenti.
Due settimane dopo andai con Marco e Ivana in uno dei club di Giuseppe che si presentava come un normale ristorante e infatti come prima cosa il padrone di casa ci offrì una sontuosa cena di pesce che fu molto apprezzata da tutti, più tardi fece anche la comparsa la moglie di Giuseppe una signora distinta sulla cinquantina alta, magra vestita in modo molto elegante e dal fare molto elegante sia dal modo di parlare.
Alla fine del pranzo Marco fece per pagare, ma Giuseppe lo fermò dicendo non sarete ospiti della mia signora questa sera e del suo tradizionale pokerino del sabato sera? Marco rispose di si, allora il padrone di casa disse che non dovevano pagare in quanto ospiti suoi e della sua signora..
Dopo cena ci portammo in una sala nascosta che aveva accesso ad un vero e proprio casinò che impressionò molto sia me, sia i due schiavi per eleganza, sobrietà e soprattutto per la molta gente presente,. Ci sedemmo insieme ai padroni di casa in un tavolo da poker con altre persone che in realtà erano nostri complici nel mandare sul lastrico i miei due schiavi.
Arrivati al tavolo da poker c’erano altre tre persone oltre a me e ai due schiavi Ivana e Marco, ma loro erano dei complici di cui già mi aveva parlato Giuseppe.
Inizialmente Ivana e Marco cominciarono a vincere, o meglio vennero lasciati vincere per poterli spennare meglio in seguito, infatti Marco fu indotto da questo iniziale successo a scommettere cifre sempre più grosse, solo che a un certo punto cominciò a perdere somme non grandissime, ma che messe insieme facevano un bel capitale e cominciò a dispiegarsi un circolo vizioso per cui per recuperare somme più grosse , puntava cifre sempre più grosse fino a che si rese conto di non essere in grado di non poter coprire la cifra persa, né cedendo l’azienda. A questo punto disse che se ne doveva andare, che avrebbero pagato fino all’ultimo centesimo, ma che al momento non aveva i liquidi necessari.
Giuseppe intervenne dicendo che io ero suo complice e che sapeva che era un pollo a poker e pure che con la sua attività aziendale difficilmente sarebbe stato in grado di pagare il debito e che nessuno era uscito mai di lì senza pagare i propri debiti di gioco e dicendogli che l’accordo con il vostro padrone era la vostra cessione come schiavi come servitori nei loro club e che dato che non erano in grado di pagare era la loro unica scelta se volevano uscire vivi di lì, infatti arrivarono tre scagnozzi e puntarono la pistola contro i due.
Marco si rivolse a me dicendomi come hai fatto a farmi una cosa del genere: io risposi che Giuseppe mi aveva proposto di diventare suo socio e che da adesso avrei potuto attingere da un harem praticamente infinito di schiave, lui mi guardò in faccia dicendomi sei un vero bastardo.
Io risposi solamente che da adesso non li sarebbe convenuto parlare in questa maniera dato che erano diventati degli oggetti e che non avevano alcuna opportunità di uscirne da vivi, dato che i club di Giuseppe e signora erano frequentati dalla più alta società.
Per Giuseppe e Ivana cominciò da allora tutta un altra vita fatta di sofferenza, dato che quella sera aveva segnato la loro caduta nel lastrico e gli avrebbe messi nelle mani di padroni tra i più sadici che esistevano.