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Jessica la segretaria della mia ragazza 2

Submitted by blogbdsm on Tue, 09/01/2015 - 16:33

Prima di partire imposi a Jessica che avrebbe dovuto eliminare le mutadine dal suo guardaroba e presentarsi sia in ufficio dalla mia ragazza che con me come si era vestita quel giorno in ufficio per il colloquio e che da oggi in poi, mi avrebbe dovuto chiamare padrone.
Attaccai alla fighetta di Jessica degli ovuli che vibrano a velocità variabile attraverso un telecomando wifi per metterla in imbarazzo in aereoporto e la cosa funziono’, perché sulla scala mobile dell’aereoporto di Venezia stava per godere e fece una faccia talmente strana per camuffare lo stato di eccitazione, che una signora le domandò se si sentisse male. Allora spensi il telecomando, fu una delle scene più eccitanti a cui assistetti in vita mia.
Quando arrivammo a Londra alloggiamo in uno degli alberghi più famosi, il portiere ci stava prendendo le valigie, quando lo fermai e gli dissi di no che le avrebbe portate Jessica in camera. L’andatura goffa di Jessica nel portare le valigie lungo le scale, anche per i tacchi a spillo che portava fece si che il portiere la guardasse con un espressione che diceva:”sei proprio una troia”. Fu la prima vera umiliazione pubblica di Jessica una situazione che mi eccitò molto.

 

Una volta arrivati in camera le dissi che per me lei era solo una cagna e che non avrebbe avuto diritto a mangiare e bere con me al ristorante. Approntai due ciotole una per mangiare, una per bere e le dissi che questi due giorni avrebbe dovuto mangiare dalle ciotole come una vera cagna.
Riempii una delle ciotole di acqua e l’altra di biscotti per cani e la obbligai sia a mangiare che a bere come un vero cane. Jessica fini’ di mangiare e mi guardò piangendo chiedendomi perchè la trattassi in quel modo.
Io risposi che una schiava quale era lei non aveva diritto a sindacare gli ordini del suo padrone e che avrebbe dovuto essere punita per questo affronto. Jessica cercò di scusarsi in maniera abbastanza goffa, ma le dissi che non potevo far passare una violazione ai suoi obblighi di questa gravità, le scoprii il sederino le imposi di sdraiarsi sul letto e le diedi 30 vergate con una stecca di bambù, imponendole di ringraziarmi per ogni vergata, che le avrei dato. Purtroppo per lei a ogni vergata il suo sederino era sempre più rosso e le faceva sempre più male e i suoi ringraziamenti per la punizione che le stavo dando si faceva sempre più flebile. Il sederino rosso non mi interessava molto anzi era molto carino, però non potevo sopportare il fatto che i ringraziamenti della cagna a ogni vergata non si sentissero, era colpito il mio orgoglio di padrone, quindi era evidente che la punizione inflitta non era sufficientee che Jessica andava veramente raddrizzata.
Presi uno di quelli attaccapanni che le donne usano per attaccare le gonne e invece di attaccarci queste, ci attaccai i suoi cappezzoli, la cagna urlava come una pazza dal dolore, la scena era molto eccitante devo dire. Dopo due minuti staccai l’attaccapanni, le misi collare e guinzaglio e andammo al ristorante dell’albergo dove io dovevo mangiare, lei ovviamente dovette starsene a cuccia sotto la tavola, suscitando il ribrezzo delle signore presenti.
La domenica incomonciò la vera e propria seduta di addestramento di Jessica che fisicamente era un portento quarta di mammelle, gambe modellate dall’aereobica, e un culetto che fa girare tutti i passanti.
L’addestramento comincio con il portare Jessica in bagno, dove io pisciai fuori dal water e la costrinsia pulire dal mio piscio, il pavimento usando la mia lingua, questa volta la cagna obbedì senza fiatare per paura della mia severità che aveva giù assaggiato sulla sua carne. La punii lo stesso perchè si vedeva chiaramente il ribrezzo per quello che faceva e le dissi che non lo doveva più dare a vedere in quanto doveva essere solo contenta dell’onore che le aveva fatto il suo padrone nel permetterle di assaggiare il suo piscio. La legai mani e piedi sul letto e cominciai a usare il mio frustino a manina prima sulle tette e poi sulla fighetta. Si vedeva chiaramente da come urlava che era la prima volta che veniva frustata in parti così intime, infatti urlava come una pazza per il dolore e la cosa era parecchio eccitante. Purtroppo il weekend stava per volgere al termine e avevo il tempo per sottoporre Jessica solo un ultima terribile prova l’orgasmo forzato attaccai un vibratore sulla passerina di Jessica e lo lasciai per un oretta abbondante, la cagnetta aveva orgasmi a ripetizione mescolando godimento ed umiliazione alternate a fastidio e dolore nel periodo refratteria.
Purtroppo era giunto il momento di rientrare in Italia, il giorno dopo Jessica avrebbe cominciato a lavorare e una nuova vita nella quale ogni cosa sarebbe stata decisa da me.

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