La modella schiava 4: Elizabeth alla sfilata e a cena a casa Di Susan

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Modella Schiava 4

Elizabeth e Monica arrivarono in cucina, dove la padrona vestita con una tunica e Aiko stavano facendo colazione. La padrona chiese ad Elizabeth se avesse dormito bene dato che aveva visto i suoi occhi rossi.

“Non molto” disse sorridendo timidamente

“Si” intervenne Monica mi ha tenuta sveglia tutta la notte

“Posso solo immaginare che sia vero” Disse Jane baciando il viso assonato di Elizabeth, mentre abbracciava il suo corpo nudo.

“Non ti preoccupare con me riuscirai a dormire stanotte. Questa mattina ti farò svolgere degli esercizi affinché tu possa imparare a sfilare in passerella e alle undici partiremo per una sfilata di moda, in un centro commerciale qui della zona. Potrai aiutarmi a vestire qualche modella così potrai vedere com’è questo lavoro. Monica e Aiko invece a voi avevo già dato un incarico alle sette di questa sera ricordate?”

“Si, padrona, non ce ne dimenticheremo.” disse Monica e Aiko annuì con la faccia.

La padrona sorrise alle tre schiave. “ Bene possiamo andare, tu Monica tornerai a casa adesso”

“si, padrona. Poi verrò alla sfilata di moda dove resterò fino alle all’una e mezza, tornerò poi nel mio appartamento e alle diciotto passerò a prendere Aiko per l’incarico.”

“Bene, Aiko avrai mezzora per aggiornare il tuo diario, mentre alleno Elizabeth, la quale lo compilerà mentre tu mi vestirai. Avrài bisogno di tempo per selezionare gli abiti adatti e vestirci l’un l’altra in modo da partire da casa alle 10.45.”

“padrona, mi hai dimenticata, chi mi vestirà adesso’” disse Monica

“ ah si è vero, Elizabeth prenditi cura della tua sorella maggiore in modo che possa andarsene”

“Si padrona, ma io come mi vesto?’” disse Elizabeth

“Finché sarò a casa io, sarai sempre nuda, almeno che non ti ordini di vestirti”

“Scusi padrona.”

“Va bene, in fondo sei qui solo da tre giorni, voglio i corpi delle mie schiave disponibili per il mio piacere in ogni momento quando sono a casa.”


Elizabeth e Jane si diressero quindi verso la palestra, dove sarebbe avvenuto l’allenamento. Elizabeth indossava solo un paio di tacchi alti, per il resto era totalmente nuda. Jane le ordinò di cominciare a camminare con due libri in testa, occasionalmente faceva commenti su come camminava, correggendo la sua postura, il modo in cui teneva le mani e così via.
Dopo mezzora suonò il campanello, Elizabeth si bloccò aspettando che la sua padrona dicesse qualcosa.

“Non ti ho detto di smettere cara.” Elizabeth contini nervosamente, mentre potevano sentire entrambe Aiko che rispondeva al citofono.

“Sono Susan mia cara devo parlare con Jane della sfilata”
“Jane si  trova in palestra”
Susan si diresse verso la palestra e salutò Jane.
“E’ una mia cara amica Elizabeth, continua a camminare senza prestarci attenzione.”

Elizabeth continuò a fare come le era stato ordinato, spaventata ma fidandosi della sua padrona.
“Jane abbiamo un problema.”, smise di parlare quando vide il corpo nudo di Elizabeth
“Chi abbiamo qui, tieni segreti alla tua migliore amica Jane”
Proprio in quel momento Elizabeth si girò, ondeggiando i suoi fianchi in modo seducente come le aveva insegnato Jane.
“Oh Elizabeth, ha cominciato solo mercoledì, si sta allenando dammi tempo”
“Vieni qui bambina, lascia che ti dia un occhiata.”Elizabeth guardò la sua padrona che annuì e poi si avvicinò alla signora.
Era una donna alta, occhi scuri e sembrava avere la stessa età della sua padrona. Prese Elizabeth per le braccia, la baciò sulle guance, poi la fece girare e le guardò il sedere toccandola qua e là.
“Questa è spettacolare Jane e non me l’hai detto”.
“No, non solo dopo tre giorni, cosa vuoi ora perchè sei venuta?”
Le due donne incominciarono a parlare in un altra stanza, fino a quando Jane fece chiamare Elizabeth.
“Si, padrona?” Si fermò davanti alla scrivania con Susan che sondava il suo corpo nudo”
“Abbiamo un problema con la sfilata, due nostre modelle non potranno esserci. Monica potrà sfilare due volte, ma abbiamo bisogno di qualcuna con le tue misure per sfilare con alcuni costumi da bagno, non credo che tu lo meriti ancora, ma Susan dice di farti provare e che sei già abbastanza brava.”
“Farò qualsiasi cosa tu voglia che io faccia padrona.”
“Dai Jane, dalle una possibilità.”
Si alzò e abbracciò il suo sexy toys nero e la baciò.
“E’ fantastico grazie, ci vedremo alla sfilata e poi a cena a casa mia, ora devo correre il dovere mi chiama” disse Susan, mentre baciava Elizabeth palpandole il sedere.
“Andremo a cena da Susan?” disse Elizabeth
“Si, farà l’amore con te.”Elizabeth sorrise e baciò la sua padrona.
“Non sei sorpresa?”
“No, padrona mi hai già detto che devo sottomettermi a chiunque, ogni volta che me lo dici. Se Susan farà l’amore con me stasera, è perchè anche tu lo vuoi e io faccio quello che desideri. Quando è entrata all’inizio avevo paura, ero spaventata, ma poi mi hai detto di continuare a camminare e mi sono vergognata per aver dubitato di te per un secondo. Mi sono sentita bene quando mi ha toccata e baciata perchè la stavi guardando e non le hai detto di non farlo. Ciò significava per me che aveva la tua approvazione e chiunque può fare di me ciò che vuole se ha la tua approvazione, la mia volontà padrona è dentro la tua testa, il mio piacere, è seguire i tuoi ordini.”
Aiko entrò in palestra proprio in quel momento.
“E’ tempo che io ti vesta padrona.”
“Temo che Aiko abbia ragione dobbiamo andare, puoi finire il tuo diario mentre lei mi veste, poi dovrai vestirti anche tu Aiko siamo a corto di personale.”
La sfilata si rivelò un successo, Elizabeth mostrò tre bikini diversi e il suo corpo sinuoso e sexy fu notato da tutti, soprattutto dai molti uomini presenti nel centro commerciale.. Susan vestì Elizabeth nella tenda che fungeva da spogliatoio e camerino. Ovviamente ha spesso messo le mani sul corpo di Elizabeth, che pensava che anche la sua padrona lo sapesse quindi non disse nulla, pensava però al lato ironico della cosa vedendo come la donna la stesse servendo. mentre la sera l’avrebbe servita lei sottoponendola a qualsiasi perversione le sarebbe passata per la mente, si è bagnò la figa solo a pensarci.
Arrivò il momento della cena, Jane la aiutò a preparare una piccola valigia con gli abiti che avrebbe dovuto indossare quella sera, non erano certo abiti con cui andare in giro per strada.

Furono accolte alla porta da una delle modelle presenti alla sfilata Jessica, era bianca e bionda, il suo corpo era completamente nudo fatta eccezione per una sottile giarrettiera di pizzo nero che reggeva le calze.

Baciò entrambe disse che avrebbe preparato Elizabeth e sarebbe arrivata subito dopo. Elizabeth la seguì, si spogliò per prima, aprì la valigia trovando la giarrettiera, le calze che doveva indossare, le scarpe bianche con il tacco alto e abbottonò la cinghia.

“No, Jessica lì dentro c’è una mini bianca che dovrai indossare” disse Elizabeth

“Non penso sia così, ma chiederò alla tua padrona.”

Jessica telefonò a Jane che disse che era la padrona di casa a decidere, quindi le due schiave salirono le scale fino a trovarsi in salotto.

Susan e Jane erano sedute sul divano a parlare. Le schiave si posizionarono al centro della stanza in attesa di ordini.

Susan fece loro segno di avvicinarsi e di presentare le loro estremità per le sculacciate. Fu detto loro di abbracciarsi , mentre si piegavano in modo che potessero baciarsi, cosa che dopo qualche minuto fu ordinato loro di fare.

Ciascuna delle padrone sculacciò la schiava con cui avrebbe fatto l’amore quella sera, quindi Elizabeth fu sculacciata da Susan che aveva una mano molto più pesante di quella della sua padrona, il dolore le sembrava viaggiasse nella sua figa rendendola calda e assatanata.

La porta della sala da pranzo si aprì e una cameriera messicana entrò annunciando che la cena era pronta, completamente ignara dei vestiti succinti delle quattro donne.

Queste entrarono in sala da pranzo dove c’erano solo due posti per le due padrone: Jane e Susan.

Elizabeth si avvicinò a Susan che sarebbe stata la sua padrona per quella sera e le avrebbe dato da mangiare dalla sua bocca come le aveva insegnato Jane. Mentre mangiavano Susan esplorò il corpo di Elizabeth con tutte e due le mani. Jane che veniva nutrita allo stesso modo da Jessica ricordò a Susan che doveva andarci piano perché Elizabeth era ancora vergine e non le era concesso di sverginarla. Susan allora le chiese se avrebbe potuto assistere alla deflorazione di Elizabeth.

Jane le garantì che come migliore amica avrebbe avuto un posto in prima fila.

La cameriera servì il dessert e chiese se c’era qualcos’altro , le fu detto di no e che aveva preparato un pranzo eccellente. Si inginocchiò alla destra della padrona di casa, alzò la gonna e presentò le natiche grassottelle. Susan la sculacciò e lei la ringraziò.

Jane le disse di fare lo stesso anche con lei, la cameriera fece il giro del tavolo, alzò la gonna e permise anche a lei di sculacciarla.

Jane chiese allora a Susan di poter fare sesso con Jessica e con la cameriera, la quale sorrise dicendo che non le serviva nessun permesso per fare sesso con i suoi oggetti sessuali.

Più tardi Susan portò Elizabeth in camera da letto,

“Mia preziosa cagnetta nera questa notte mi servirai.”

“Si, padrona il mio corpo è totalmente tuo e la tua soddisfazione sessuale è il mio unico desiderio.”

Susan le camminò intorno ammirando il corpo sinuoso . Si fermò dietro di lei e fece scorrere un dito attorno al suo culo muscoloso, tracciando la sua fessura dall’inizio alla fine,continuava a camminarle intorno lasciando che il dito scivolasse sulla pelle nera, attorno alle sue cosce muscolose fino ad arrivare al pancino. Lì iniziò a fare dei piccolo cerchi attorno all’ombelico.

Elizabeth cominciava a tremare leggermente, la sua figa stava avvertendo una calda sensazione al suo interno, Susan la guardò nel viso come una leonessa guarda la sua preda. Gli occhi di Elizabeth erano incollati sui grandi e ipnotici occhi della sua padrona. Il suo respiro divenne un breve sussulto quando il dito di Susan si fermò sotto il seno sinistro.

Elizabeth stava ansimando dall’eccitazione, i suoi occhi sembravano implorare la sua padrona di farla godere.

Susan sostituì il dito con le labbra che baciarono appena appena i capezzoli di Elizabeth duri per l’eccitazione. Portò le labbra sul seno sinistro, mentre cominciava ad accarezzare con la mano sinistra il pancino della sua schiava sessuale, con la mano destra che invece si muoveva intorno alla figa, ma senza toccarla mai. Elizabeth cercava istintivamente di allargare i piedi per fare in modo che le dita toccassero la sua figa, ma Susan stava bene attenta che questo non succedesse.

Susan sapeva che era un vulcano pronto ad esplodere, sollevò la testa tirando con la bocca ciascuno dei capezzoli guardando Elizabeth fissa negli occhi, mentre con il dito sinistro raggiunse l’ano e con il destro il clitoride contemporaneamente.

Elizabeth urlo come una pazza poco tempo dopo quando raggiunse l’orgasmo e abbracciò Susan. Le due si baciarono esplorando vicendevolmente le loro bocche.

Susan accarezzò delicatamente Elizabeth baciandola sul collo, poi riportò la mano sulla figa per bagnarla degli umori della schiava per poterli assaggiare e poi la fece leccare anche ad Elizabeth.

“Ora mia cara è tempo che tu mi soddisfi, posizionerò la mia figa sul tuo viso e tu saprai cosa fare vero?” disse Susan

“Oh si, padrona.”

Elizabeth si eccitò di nuovo e il suo pancino cominciò a scuotere la padrona su e giù. Susan spostò il suo corpo sopra quello pieno di desiderio di Elizabeth, abbassò le ginocchia per avvicinarsi la sua figa alla bocca di Elizabeth, la quale le prese le natiche della sua padrona in modo che le arrivasse la figa in faccia e la sua bocca spalancata fece un movimento violento. Succhiò e leccò avidamente la figa di Susan trovando rapidamente il buco dove inserire la lingua, poco tempo Susan ebbe l’orgasmo.

Le due continuarono però a baciarsi e succhiarsi vicendevolmente, l’eccitazione di Elizabeth fece presto ad arrivare di nuovo vicino al culmine il che spinse Susan ad intensificare la sua azione fino a portarla di nuovo all’orgasmo.

Elizabeth gemette felicemente. Le due si baciarono, condividendo e gustando i loro succhi vaginali.

“Grazie padrona. Grazie per avermi permesso di servirti,” Elizabeth pianse, gemendo felicemente in attesa della prossima richiesta di gratificazione sessuale della sua padrona.