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Marika la moglie schiava: ulteriori discesa verso l'abisso

Submitted by blogbdsm on Mon, 07/10/2017 - 13:22

Ormai il marito di Marika aveva capito che la moglie aveva un padrone, anche se non aveva ancora ancora capito a che livello di sottomissione era arrivata la moglie nei miei confronti. D'altronde durante il periodo in cui le avevo imposto la castità forzata, nonostante le sue insistenze la moglie aveva sempre rifiutato di adempiere ai suoi obblighi coniugali e un altra volta sempre mentre si rifiutava di scopare con lui l'aveva trovata a masturbarsi in bagno, il che gli fece urlare che troia ho sposato una che mi manda in bianco e viene a masturbarsi in bagno. In realtà all'epoca quello che stava facendo corrispondeva a un mio preciso ordine cioè quello di procurarsi degli orgasmi forzati, ma questo il marito non lo poteva sapere. L'orgasmo forzato significava obbligare Marika a masturbarsi anche dopo essere venuta provocando in lei una sensazione a metà tra la tortura e il piacere estremo. Il marito di Marika però non prese la situazione di malanimo, ma ne approfittò per trattarla da troia ancora di più di quello che già non facesse per esempio quando Marika gli faceva un pompino spingeva fino in fondo il suo cazzo con una cattiveria cosa che non aveva mai utilizzato prima.

Dopo la castità forzata e l'orgasmo prolungato avendo ormai capito che Marika era una vera schiava, una cagna che avrebbe eseguito qualsiasi ordine anche il più aberrante e bieco, decisi di farle fare un altro passo verso l'abisso.

Le ordinai terminato il lavoro di andare a bere un caffè in uno di quei bar frequentati da vecchi bavosi, e avrebbe dovuto essere vestita senza mutandine, senza reggiseno e in minigonna.

Per la prima volta Marika tentò un accenno di ribellione protestando che quello in cui abita è un paese in cui la conoscono tutti e dove le voci mormorano e poi come avrebbe giustificato con suo marito di uscire in quello stato. Io le feci semplicemente notare che tutto questo era un problema suo e non mio e che comunque poteva andare in un bar di un altro paese.

Alla fine però temendo di essere punita severamente Marika decise di obbedire ed entro nel bar che già dall'odore sapeva di sudicio, si sentiva aggredita dai quei vecchi bavosi che la squadravano da capo a piedi, si sentiva i brividi salire addosso. A un certo punto si avvicina uno, le mette la mano sul culo e le fa un apprezzamento volgare. Quando Marika sta per uscire e avvicinarsi alla macchina le dice che se gli avesse fatto una sega con un pompino l'avrebbe pagata, evidentemente l'aveva scambiata per una puttana di strada e lei da troia o non si sa in preda a quali istinti sali in macchina li fece una sega con il preservativo e si fece masturbare da costui il quale le ha messo anche la lingua in bocca.

Arrivata a casa il marito le chiese dove se ne era andata vestita da troia in quella maniera, lei non seppe cosa rispondere e lui immaginò cosa potesse essere successo