Marika sottoposta a una sessione bdsm dura, con il marito che si ribella

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l giorno dopo ripensando alla sessione che aveva visto come protagonista Marika, pensai che aveva avuto quel che si meritava, ma poi cambiai idea ritenendo che meritasse un trattamento decisamente peggiore di quello che aveva subito dal calabrese.

Questo si era rivelato un buon master per una schiava normale, ma Marika era qualcosa di più, era una che tradiva il marito in continuazione anche se questi aveva l’indole del sottomesso, che aveva tradito anche il padrone accettando l’offerta che le avevo fatto di diventare mia schiava.

itenni allora che bisognava organizzare una sessione bdsm di quelle veramente dure e che il calabrese non era adatto a fare il master in questo contesto. L’unico che aveva i mezzi e le conoscenze per organizzare una sessione bdsm di questo tipo era un mio grande amico inglese che contattai subito e si mostrò subito entusiasta di organizzare un simile evento.

Il problema però che a causa della quarantena per lui era impossibile venire in Italia sia da casa sua a Manchester, che da Londra quindi bisognava contattare qualche master tra quelli più sadici in Italia per organizzare la cosa.

Dopo una settimana circa mi richiama dicendomi che ha trovato la persona giusta: è un grande master, molto sadico, ex infermiere, ora proprietario di un laboratorio di tatuaggi e piercing. Alla notizia gli do l’ok, ma serviva qualche giorno per organizzare, per farlo mi serviva poi la collaborazione del marito, che andava quindi liberato dalla schiavitù, quindi gli indico dove si trovava la chiave della cintura di castità.

L’uomo seppur un sottomesso incredibile, cornuto di natura che godeva a essere tale, era molto incazzato per esserlo stato in sua assenza, pensando la cosa una rottura del patto di fiducia con la moglie, quindi la sua voglia di vendetta era molto forte, talmente forte che voleva vendicarsi subito. In questo assomigliava alla moglie, solo che lei ragionava con figa, mentre lui lo faceva col cazzo quindi gli dico che ci vuole ancora qualche giorno per organizzare la cosa, che va fatta in modo cristallino, in quanto la cagna deve ricordarsi finché campa di ciò che subirà.

Il master che abbiamo scelto comincia intanto ad organizzarsi contattata una ventina tra immigrati rumeni e nord africani da utilizzare come collaboratori, tutti pagati molto bene, ma dovevano restare in castità per una settiman,a quindi li obbligammo a mettere la cintura di castità per una settimana circa bisogna essere sicuri che la cattiveria e quindi gli istinti repressi e animaleschi fossero al massimo.

La cosa non fu accolta da loro con grande entusiasmo, ma dato l’incarico ben retribuito e la possibilità di scopare una grande cagna accettarono di buon grado.

Dopo circa una settimana circa era tutto pronto, bastava solo un giorno per mettere in piedi tutto e questo finalmente arriva.

Marika mi dice che si è presa un po’ di ferie e che oggi sarà tutto il giorno dal calabrese, perché ha una gran voglia di scopare con un vero cazzo, ma che nel pomeriggio dell’indomani sarebbe tornata a casa, allora contatto il marito e tutti gli altri per tenersi pronti e organizzare il comitato di accoglienza.

Dopo circa due orette che la moglie arrivò a casa, la raggiunse il master con una ventina tra immigrati rumeni e nord africani.

Il marito le disse che stasera avrebbe subito una bella lezione per tutto quello che gli aveva fatto e che se la ricorderà per un bel pezzo.

Il master ordinò agli uomini di denudarsi, in modo di togliere le cinture di castità dai loro cazzi e disse a Marika che sono stati tenuti in castità una settimana in modo che potessero scatenare il massimo dell’aggressività con lei.

Per prima cosa il master disse che visto che gli uomini avevano la vescica piena la dovevano scaricare, Marika rispose un po’ ingenuamente che in fondo a destra c’era il bagno. Il padrone ridacchiò in modo assai rumoroso, dicendo poi che il cesso sarebbe stato un altro: la sua bocca.

A turno pisciarono tutti e venti nella bocca di Marika che era diventata ormai una fornace, il suo corpo poi era ormai tutto ricoperto di piscio, tanto che alcuni dicono che la potremmo chiamare piscia.

Fu poi portata in giardino dicendole che la dovevano lavare, perché così faceva schifo e non la potevano toccare, ma una cagna non aveva il diritto di lavarsi nel bagno delle persone umane e l’avrebbero lavata con la gomma del giardino e l’acqua fredda.

Rientrano in casa e la donna dopo essere stata imbavagliata, viene fatta inculare a turno dagli uomini, senza nessuna lubrificazione. Lo spettacolo fu stupendo, di una violenza inaudita dato che questi uomini era da una settimana che non potevano sfogare i loro istinti e lo fecero con una brutalità incredibile , poi diciamocelo non erano persone che così per dire venivano dall’Oxfordshire.

Viene fatta poi girare e scopata a turno dagli uomini anche qui con inaudita violenza, il momento peggiore e più animalesco fu quando un rumeno le fece un fisting pauroso.

Dopo questa prima parte, il master disse che era ora di cenare e mise dei morsetti sui capezzoli della cagna. Si sedettero a tavola e fu ordinata a Marika le pietanze agli uomini, che venne a sapere poi non avrebbe avuto diritto di mangiare.

Portate le pietanze, le vennero tolti i morsetti e le fu ordinati di mettersi a quattro zampe sotto la tavola, perché le cagne non si siedono a tavola. Gli uomini ogni tanto le lanciavano degli avanzi per terra che era obbligata a mangiare.

L’umiliazione per Marika fu tremenda, era trattata peggio delle ultime ruote della società immigrati nord africani e rumeni che facevano i lavori più umili e più detestati dalla società.

Viene lavata di nuovo con la gomma dell’acqua intensificando il getto nei punti più sensibili quali i capezzoli e la figa, poi venne portata di nuovo dentro e bendata.

Il peggio però doveva ancora arrivare viene legata sul letto sia le mani che sui piedi e capisce subito che qualcosa di veramente tremendo la colpirà e sarà proprio così.

Il master infilza degli aghi sui capezzoli di Marika. I suoi capezzoli avevano subito torture di qualsiasi tipo e credeva di essere capace di resistere a tutto, ma non era così.

Il master infilzò il primo ago nel primo capezzolo , Marika non sapeva cosa fosse l’inferno, ma quello che stava subendo si avvicinava di molto, poi le venne infilato l’ago nel secondo capezzolo e qui fu anche peggio.

A questo punto intervenne il marito che finalmente capì di essere un uomo e tirò fuori tutto quello che aveva dentro e disse che mancava un ago sulla figa.

Marika tutta legata e dolorante si mise a urlare chiedendo pietà, che da oggi in avanti si sarebbe comportata bene e avrebbe fatto la brava moglie, ma il marito non ebbe pietà e disse al master di agire.

Appena inserito l’ago nella figa si sentì come non tanto bene, alla fine il master infilò un ago su tutte e due le labbra. Quando lo venni a sapere pensai che probabilmente si era esagerato e che si stava andando al di là di quello che si poteva fare di sicuro, comunque la lezione Marika se la sarebbe ricordata per un bel periodo.

I miei timori non erano così peregrini, infatti quando le furono tolti gli aghi la donna non si sentì tanto bene per fortuna non era nulla e si riprese subito dopo.

Il master disse che non si era comportata bene, non la aveva autorizzata a lamentarsi del dolore e quindi doveva essere punita. Venne fatta girare e colpita con un centinaio di frustate con un bastone di bambù, di quelli che si usano per tenere su i pomodori. Il suo sedere era pieno di piaghe per una settimana almeno avrebbe fatto una fatica incredibile a sedersi su qualsiasi sedia.

La serata si concluse con i nordafricani che la incularono a turno, sfogando per l’ultima volta i loro più bassi istinti da animali, dopo di che le pisciarono addosso.

Marika stravolta si addormentò completamente ricoperta di sborra, piscio e si risveglierà solo a mezzogiorno del giorno dopo.

Psicologicamente era devastata, l’indomani ebbi modo di parlare con lei e mi raccontò le sue sensazioni.

Mi disse se sapessi cosa mi è successo ieri, magari capiresti le mie sensazioni. Le dissi che sapevo tutto, allora pensò che il master fossi io, ma le risposi che non ero presento stavo facendo una sessione con la mia ex e la sua segretaria, ma che avevo organizzato la cosa e dato qualche suggerimento. Mi disse che la figa le faceva veramente male, che in certi momenti erano stati veramente troppo decisi e che si era sentita veramente troppo male, che aveva davvero dovuto bere tanto piscio e che si sentiva strana.

La capivo aveva avuto una serata dura e forse avevano effettivamente esagerato un po’.