Ritorno a Casa: La Moglie Padrona e il Marito in Gabbia

Erano passati solo tre giorni dal loro rientro a Milano. I figli erano ancora dalla nonna per qualche altra notte, e la casa sembrava stranamente silenziosa, quasi in attesa.

Monia aveva cambiato completamente atteggiamento. Non era più la moglie affettuosa di sempre. Camminava per casa con un’autorità nuova, indossando solo una vestaglia di seta nera semiaperta, sotto la quale non portava nulla. Francesco invece era già rinchiuso di nuovo.

Appena tornati, Monia aveva ordinato un pacco urgente su michelleselection.com. Era arrivato il pomeriggio precedente.

Sul letto matrimoniale erano disposti i nuovi giocattoli:

Una cinturà di castità in acciaio con gabbia ultra-corta da soli 3,5 cm e punte interne più aggressive di quelle usate in Egitto.

Un stimolare prostatico a spinta con telecomando.

Un Realistic Huge Dildo da 22 cm con ventosa, spesso e venato.

Un set di Nipple Clamps con catena regolabile.

Un Rainbow Rabbit Tail Plug

Monia era seduta sul bordo del letto, le gambe accavallate, mentre Francesco era in ginocchio davanti a lei, completamente nudo tranne la nuova gabbia d’acciaio che gli schiacciava brutalmente il cazzo.

«Apri le gambe di più, cornuto,» ordinò con voce calma ma tagliente.

Francesco obbedì. Monia prese il Rainbow Rabbit Tail Plug, lo lubrificò generosamente e cominciò a spingerglielo dentro senza troppa delicatezza. Quando fu tutto dentro, iniziò a pompare lentamente.

«Ahh… cazzo…» gemette Francesco, sentendo il plug che si gonfiava dentro di lui, premendo contro la prostata.

«Senti quanto ti riempio? Questo è niente rispetto a quello che ti faranno i veri uomini.»

Monia prese poi il telecomando del stimolatore prostatico a spinta e lo sostituì al plug gonfiabile. Lo inserì con decisione e lo accese sulla modalità più bassa. Francesco ebbe un sussulto: il massaggiatore cominciò a vibrare e ruotare proprio contro la prostata, facendogli colare subito un filo di liquido preseminale dalla punta della gabbia.

«Guarda come goccioli come una troietta,» rise Monia. «Il tuo cazzo inutile non può nemmeno indurirsi e già cola.»

Si alzò in piedi, prese il Realistic Huge Dildo da 22 cm e lo attaccò con la ventosa alla specchiera dell’armadio, proprio di fronte a Francesco.

«Vieni qui. In ginocchio. Voglio che lo guardi mentre ti scopo la prostata.»

Francesco si avvicinò carponi. Monia si posizionò dietro di lui, prese in mano il massaggiatore prostatico e cominciò a muoverlo dentro e fuori con colpi decisi, mentre con l’altra mano gli tirava forte le palle schiacciate dalla gabbia.

«Leccalo,» ordinò. «Lecca quel cazzo nero come se fosse di Ahmed o di Hassan.»

Francesco allungò la lingua e cominciò a leccare e baciare il grosso dildo realistico, mentre Monia aumentava l’intensità delle vibrazioni nella sua prostata. Il suo cazzo tentava disperatamente di gonfiarsi dentro la gabbia troppo piccola, le punte interne che affondavano nella carne sensibile.

Monia prese poi i Nipple Clamps e glieli applicò sui capezzoli, stringendoli forte. La catena la tenne in mano, tirandola ogni tanto per farlo soffrire di più.

«Dimmi cosa sei,» gli sussurrò all’orecchio mentre lo torturava.

«Sono… il tuo cornuto… la tua troia sottomessa,» rispose Francesco con voce rotta dal piacere frustrato e dal dolore.

Monia sorrise soddisfatta. Spense il massaggiatore prostatico, tolse la gabbia per qualche minuto (solo per torturarlo ulteriormente) e gli fece indossare di nuovo quella vecchia egiziana, ancora più stretta dopo i giorni di forzata erezione.

«Da stasera,» disse mentre gli chiudeva il lucchetto, «ogni volta che torno dal lavoro voglio trovarti già preparato: plug nel culo, clamps ai capezzoli e questo grosso dildo pronto da adorare. Chiaro?»

Francesco annuì, gli occhi lucidi di eccitazione e vergogna.

Monia gli accarezzò la testa quasi con tenerezza, poi gli diede uno schiaffetto leggero sulla guancia.

«Bravo E sabato sera ho una sorpresa… ho invitato un master che ho conosciuto su telegram Vuole conoscerti… specialmente la tua nuova gabbia.»

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